PATRIOTI CON LE ALI:
CRONACA D’UN DISASTRO ANNUNCIATO
Trentunesima Puntata
TAGLI ALITALIA: ARRIVA L’AIUTINO DI AIR FRANCE
“Alitalia non ha esuberi” assicura Napoleone Sabelli. Anzi: “Si prepara a potenziare flotta e rotte”. Dette dall’amministratore delegato, e pronunciate – dopo le indiscrezioni sugli esuberi – con il solito tono di chi non ammette repliche, queste parole avrebbero dovuto mettere la parola fine al tam tam sui duemila tagli di personale che la “compagnia di bandierina” si appresterebbe a fare entro fine 2010. Non è così: siamo di fronte a una finta smentita. Gli esuberi ci saranno, ma verranno mascherati e chiamati in altro modo. Quindi guai a parlare di “esuberi”, perché Alitalia - come ha solennemente dichiarato il numero uno dell’azienda – “non ha esuberi”. La trovata delle teste d’uovo della Magliana è tutta qui. Possibile? Possibile.
La conferma arriva puntuale con l’attenta lettura della seconda parte della dichiarazione di Sabelli: “Cercheremo di migliorare a tutti i livelli organizzativi la nostra efficienza, ma lo faremo con soluzioni non traumatiche e certamente condivise dai lavoratori e dalle rappresentanze sindacali”. Tadotto in italiano o quasi, si tratta del cosiddetto piano di “esternalizzazioni”. Insomma, la cessione di alcune attività (catering e logistica) per arrivare, appunto, a tagliare dal bilancio circa duemila dipendenti con i relativi stipendi. Una robusta potatura dei costi di gestione resa indifferibile dalle perdite operative e dal pericoloso assottigliarsi della liquidità di cassa.
Allora via con le “esternalizzazioni”. Operazione, questa sarà la versione ufficiale, che dovrebbe consentire di tornare ai numeri fissati dal piano industriale del 2008, il fantomatico Piano Fenice, che prevedeva circa duemila dipendenti in meno di quelli che sarebbero attualmente in forza alla compagnia.
La macchina per le “esternalizzazioni” si è comunque messa in moto. Ecco la cronaca di Roma di Repubblica del 28 settembre: “Fonti interne rivelano che Sabelli avrebbe già firmato i primi documenti per la cessione delle attività di catering sugli aerei e delle vendite di bordo”.
Ci sono anche i nomi degli acquirenti: le società Logair e Servair, colosso del catering (ottomila dipendenti). Guarda caso, Servair è controllata da Air France-Klm che, in questo modo, darebbe un altro po’ d’ossigeno a Cai. Tutto in attesa dello scambio azionario che dovrebbe consentire ai francesi di assumere il pieno controllo di Alitalia. All’operazione stanno già lavorando i legali dello studio Erede.
Ma per il D-Day bisognerà aspettare l’anno prossimo. Non tanto per il vincolo che impedirebbe ai patrioti italiani di Cai di vendere le loro azioni prima del 2013, ma per l’aria di elezioni anticipate che spira a Roma. Perché è chiaro a tutti (patrioti e francesi) che con una campagna elettorale già iniziata Berlusconi non può rinunciare alla “italianità” dell’ex compagnia di bandiera. Uno degli slogan con cui ha vinto le politiche del 2008.
Stando così le cose, visto che i patrioti di Cai continuano a dire che non sottoscriveranno un aumento di capitale, bisognerà consentire a Sabelli di arrivare a fine anno senza traumi, di chiudere il bilancio 2010 facendo finta che tutto va bene, che la compagnia è sulla via del risanamento, che il pareggio di bilancio arriverà nel 2011, eccetera, eccetera. E così si è arrivati al taglio dei duemila esuberi spacciati per “esternalizzazioni” con l’aiutino di Air France che intanto ha messo in campo una società controllata per rilevare i catering.
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