PATRIOTI CON LE ALI:
CRONACA D’UN DISASTRO ANNUNCIATO
Trentatreesima Puntata
MIRACOLO ALITALIA: 2010 IN ROSSO MENTRE TUTTE LE COMPAGNIE GUADAGNANO MILIONI DI EURO
Tra i miracoli dell’Alitalia c’è anche quello di riuscire a perdere anche nel 2010, mentre tutte le grandi compagnie aeree macinano utili su utili grazie alla ripresa del trasporto aereo internazionale e si apprestano a chiudere i bilanci di fine anno con grossi utili.
La spagnola Iberia ha annunciato un attivo di 74 milioni di euro nel terzo trimestre. La tedesca Lufthansa festeggerà il 2010 con 524 milioni di utile e conta di raggiungere gli 800 nel 2011. Air France Klm continua a rialzare le stime di profitto per la fine di quest’anno e per il prossimo. Negli Stati Uniti, United Airlines e Continental si apprestano a chiudere il 2010 con 473 e 367 milioni di dollari. Per non parlare delle compagnie cinesi e di Emirates Airlines che ha triplicato i profitti (925 milioni di dollari) e si prepara a raggiungere il record del miliardo di utile
Insomma, dopo due anni di perdite, tutti i protagonisti del trasporto aereo internazionale hanno ricominciato a guadagnare, tranne la nostra compagnia di bandierina. E se è vero che siamo nel regno del “Bunga bunga” è altrettanto vero che siamo pur sempre un Paese con sessanta milioni di abitanti e con un traffico aereo di tutto rispetto. Allora c’è qualcosa che non va. Allora – e lo abbiamo scritto più volte – siamo di fronte a un piano industriale sbagliato, a gravi errori di strategia, di posizionamento di mercato, di politica del personale.
Le cifre stanno lì a dimostrarlo. Secondo l’amministratore delegato Sabelli, Alitalia dovrebbe chiudere il quarto trimestre perdendo altri 30 milioni di euro circa e presentare un perdita netta a fine anno di 160 milioni. Naturalmente il Napoleone di Agnone sostiene che è un grande successo, perché l’anno scorso il rosso era stato doppio. Va da sè, che – alla luce dei risultati della concorrenza – l’affermazione risulta ridicola.
E non è nemmeno detto che il 2011 sarà – come viene annunciato da mesi – l’anno del “pareggio operativo”, perché sempre secondo Sabelli, per raggiungere questo mirabolante risultato “sarà necessario ripetere l’incremento di ricavi dell’11-12% realizzato nel 2010”.
Comunque sia, il consiglio di amministrazione di Cai ha prudentemente aggiornato il fantomatico Piano Fenice (il Piano industriale) rinviando l’utile netto al 2012.
Intanto, la grande preoccupazione del vertice Alitalia resta la situazione di cassa. A fine 2010 l’indebitamento sarà (sempre secondo la versione ufficiale) leggermente inferiore (20 milioni) a quello del 2009, ma 827 milioni comunque troppi per un’azienda che ha un patrimonio netto di 600.
E allora, anche questo lo abbiamo ripetuto più volte, la sola strada percorribile, se si vuole tirare avanti ancora un po’ in attesa di Air France, è quella dei tagli di personale. Strategia, se così la si vuol definire, sempre negata a parole ma confermata anche dalle ultime mosse di Sabelli. Adesso si chiama “outsourcing del personale aeroportuale”. Che, detta in italiano, significa cessione di servizi con conseguente taglio di dipendenti Cai. L’operazione è stata già conclusa in quattro aeroporti ed è quasi fatta in altri tre: Alghero, Cagliari e Bari.
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