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Prima Puntata

Seconda Puntata

Terza Puntata

Quarta Puntata

Quinta Puntata

Sesta Puntata

Settima Puntata

Ottava Puntata

Nona Puntata

Decima Puntata

Undicesima Puntata

Dodicesima Puntata

Tredicesima Puntata

Quattordicesima Puntata

Quindicesima Puntata

Sedicesima Puntata

Diciassettesima Puntata

Diciottesima Puntata

Diciannovesima Puntata

Ventesima Puntata

Ventunesima Puntata

Ventiduesima Puntata

Ventitreesima Puntata

Ventiquattresima Puntata

Venticinquesima Puntata

Ventiseiesima Puntata

Ventisettesima Puntata

Ventottesima Puntata

Ventinovesima Puntata

Trentesima Puntata

Trentunesima Puntata

Trentaduesima Puntata

Trentatreesima Puntata

Trentaquattresima Puntata

Trentacinquesima Puntata

Trentaseiesima Puntata

PATRIOTI CON LE ALI:
CRONACA D’UN DISASTRO ANNUNCIATO

Trentaquattresima Puntata

LA FUSIONE CON AIR FRANCE? È GIÀ PARTITA

Ai primi di novembre l’amministratore delegato di Alitalia si lancia nei “consigli per gli acquisti”. Dice che suggerirà agli azionisti Cai di passare la mano ad Air France. Puntuali arrivano le smentite: Colaninno, Matteoli e – naturalmente – Silvio Berlusconi che solo tre anni fa fece saltare la cessione ai francesi conclusa dal governo Prodi, trasformandola in tema elettorale con l’indimenticabile “non passi lo straniero” e l’invenzione della “cordata patriottica” targata Cai. L’esternazione di Sabelli arriva con il lancio stampa del nuovo libro di Bruno Vespa. Comunicato da cui si apprende che l’amministratore delegato di Alitalia “consiglierà” agli azionisti Cai di mettere da parte l’amor di patria per cedere la compagnia tricolore ad Air France. Naturalmente la notizia non è stata confezionata in maniera così secca. Da consumato cuoco di regime (berlusconiano), lo chef di Porta a Porta ha servito una domanda dal sapore morbido e sfumato: “Se nel 2013, quando gli azionisti saranno liberi di vendere a chiunque le loro quote, Air France avrebbe assunto il controllo di Alitalia...”. Ed ecco l’arzigogolata risposta del Napoleone di Agnone: “La mia opinione personale, che trasformerò in una raccomandazione agli azionisti, è di costruire un merger (fusione n.d.r.) tra le due compagnie per confluire un aggregato più vasto. Non è detto che i nostri soci non possano avere una partecipazione sull’aggregato, se non superiore a quello del primo azionista (lo Stato francese), almeno al secondo (il personale Air France) in modo da mantenere a un livello rilevante il peso della proprietà italiana”. Comunque sia, alla vigilia di una nuova campagna elettorale, anche un’uscita del genere risulta imbarazzante e intempestiva. Così arrivano le smentite che costringono il Napoleone di Agnone a correggere il tiro: “L’assetto azionario della società è una prerogativa esclusiva degli azionisti e per ora non è un tema attuale”. Ma al di là di questo gioco delle parti fatto di anticipazioni, smentite e precisazioni, la macchina della fusione dell’ex compagnia italiana di bandiera con Air France-Klm è già partita. Come risulta da una lettera ai “colleghi” inviata il 12 novembre proprio da Sabelli. La lettera dà conto della “progressiva unificazione” dei marchi. Con “la convergenza verso un’unica piattaforma informatica di booking, reservation e ticketing”. La decisione è stata presa nel corso di una riunione tenutasi il 4 e 5 novembre scorsi a Parigi. Nello stesso vertice è stato ridisegnato anche il ruolo dell’aeroporto di Fiumicino che diventerà “hub Sud” di Sky Team, l’alleanza strategica fra 13 compagnie voluta dieci anni fa proprio da Air France. Alitalia è entrata in Sky Team a luglio del 2001, ma con Sabelli ha mutato peso e ruolo all’interno dell’alleanza. Ridimensionata e trasformata di fatto in compagnia aerea regionale, l’Alitalia privatizzata da Cai ha cancellato decine di collegamenti diretti limitandosi a trasportare i passeggeri a Parigi e Amsterdam dove vengono imbarcati sui voli intercontinentali Air France-Klm. E così si spiega anche l’ultimo spot di Cai sul “boom” dei ricavi internazionali registrato a ottobre dall’Alitalia che “sfida la crisi”. Attenzione: il comunicato cita i “ricavi”, non i passeggeri. E la ragione è semplice: i “ricavi” internazionali sono in gran parte quelli prodotti proprio dai passeggeri con biglietto Alitalia che fanno scalo a Parigi per proseguire con Air France...

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