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Prima Puntata

Seconda Puntata

Terza Puntata

Quarta Puntata

Quinta Puntata

Sesta Puntata

Settima Puntata

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Nona Puntata

Decima Puntata

Undicesima Puntata

Dodicesima Puntata

Tredicesima Puntata

Quattordicesima Puntata

Quindicesima Puntata

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Diciottesima Puntata

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Ventunesima Puntata

Ventiduesima Puntata

Ventitreesima Puntata

Ventiquattresima Puntata

Venticinquesima Puntata

Ventiseiesima Puntata

Ventisettesima Puntata

Ventottesima Puntata

Ventinovesima Puntata

Trentesima Puntata

Trentunesima Puntata

Trentaduesima Puntata

Trentatreesima Puntata

Trentaquattresima Puntata

Trentacinquesima Puntata

Trentaseiesima Puntata

PATRIOTI CON LE ALI:
CRONACA D’UN DISASTRO ANNUNCIATO

Trentaduesima Puntata

LA CONCORRENZA DEL FRECCIAROSSA METTE A RISCHIO LA “TRATTA D’ORO” LINATE-FIUMICINO

I conti Alitalia? Vanno meglio del previsto (“i tre mesi chiusi il 30 settembre sono andati non bene, benissimo”) ed entro il 2011 arriverà il pareggio (“Dobbiamo farcela a tutti i costi). Napoleone Sabelli continua a spargere ottimismo sulla situazione della compagnia di bandierina. Ma, come sempre, le parole dell’amministratore delegato di Alitalia vanno interpretate. Fare “meglio degli obiettivi prefissati” per il 2010 significa “dimezzare le perdite operative dell’anno scorso” che – secondo la versione ufficiale – hanno raggiunto i 274 milioni di euro. Questo tralasciando il piccolo dettaglio che al “risultato operativo” vanno aggiunti imposte, interessi bancari e oneri vari. Per di più ignorando l’ammontare degli arretrati dovuti a centinaia di fornitori e la forte esposizione verso l’Inps per contributi non versati.
Per farla breve, Cai continua a perdere. Contrariamente alle previsioni del fantomatico “Piano Fenice”, chiuderà in rosso anche il bilancio di quest’anno. Il pareggio “operativo” spostato al 2011 più che un obiettivo fondato sull’andamento della società rappresenta una speranza. Come dimostra il “dobbiamo farcela a tutti i costi” di Sabelli.
Se poi diamo un’occhiata alle strategie dell’Alitalia e al posizionamento di mercato di Cai, scopriamo che la possibilità di raggiungere il pareggio in poco più di dodici mesi non sembra realistica .
Vediamo. Sabelli sostiene che il terzo trimestre di quest’anno è andato “benissimo”, perché la compagnia ha raggiunto i 7 milioni di passeggeri, 10-11% in più rispetto allo stesso periodo del 2009. Vero. Ma l’amministratore delegato non dice che l’aumento dei passeggeri è stato reso possibile da una diminuzione dei prezzi dei biglietti. A cominciare da quelli sulla “tratta d’oro” Fiumicino-Linate  che doveva garantire a Cai 150 milioni di euro l’anno.
Invece dal debutto del Frecciarossa, che copre la tratta Roma Milano in meno di tre ore, la navetta Alitalia ha perso passeggeri. Quanti non si sa. Secondo fonti aziendali l’emorragia è stata “considerevole”. E così per correre ai ripari Alitalia ha dovuto mettere mano alle tariffe lanciando offerte Milano Linate- Roma (andata e ritorno) a 99 euro, come chiunque può verificare andando sul sito della compagnia.
Il caso della “tratta d’oro” minacciata dai treni superveloci delle Ferrovie dello Stato è la prova d’un clamoroso errore di strategia dei “cervelloni” della Magliana che si sono concentrati sul piccolo mercato domestico lasciando via libera alle compagnie aeree straniere sulle redditizie tratte internazionali e intercontinentali.
Ma di questo non parla nessuno. In attesa dell’arrivo di Air France, i vertici Alitalia devono continuare a fingere che tutto va bene. Il passaggio delle consegne allo straniero va mascherato per evitare di ammettere il fallimento della cordata patriottica. Ecco perché recentemente il solito Sabelli, dopo aver liquidato la cessione ai francesi come “fuori moda”, ha aggiunto una frase che per una volta non ha bisogno di grandi sforzi d’interpretazione: “Oggi Alitalia ha una profonda integrazione industriale con Air France-Klm e Delta, un’integrazione che vale tra i 150 e i 200 milioni l’anno”. A questo punto, “l’assetto proprietario può importare agli azionisti ma per l’azienda è secondario....”.

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