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Quarantasettesima Puntata

 

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PATRIOTI CON LE ALI:
CRONACA D’UN DISASTRO ANNUNCIATO

Quarantasettesima Puntata

NUOVO PASSO IN VISTA DELLA VENDITA ALITALIA: PARIGI SOSTITUISCE FIUMICINO COME HUB PER IL LUNGO RAGGIO

Alla fine dell’estate 2011, Alitalia deve fare i conti con due allarmanti imprevisti: la crisi economica internazionale e la fragilità del governo amico di Silvio Berlusconi.
Il crescente discredito del Premier, ormai abbandonato perfino dalla Confindustria e dal Vaticano, minaccia di ridurre la rete di protezione che Palazzo Chigi ha costruito attorno a agli azionisti patrioti, consentendo a Cai di tirare avanti. Intanto, la tempesta finanziaria che si è abbattuta sui mercati europei ha colpito duramente Air France, candidata all’acquisto del cento per cento della “compagnia di bandierina” italiana.
Dall’inizio dell’anno, il colosso aereo francese ha lasciato sul terreno oltre metà (53,4%) della sua capitalizzazione di borsa. Per ridurre i costi, il vertice sarà costretto a tagliare drasticamente. Si parla già di almeno cinquemila dipendenti in esubero su un totale di 58.000. A questo punto, Parigi potrebbe avere serie difficoltà ad assorbire Cai nei tempi previsti, e alcuni analisti vedono già allontanarsi l’operazione.Ma, a contraddire questo scenario, ci sono indiscrezioni e indizi di segno opposto.
Il 24 settembre, in un intervista all’Unione Sarda, Karim Aga Khan, l’uomo che ha costruito la Costa Smeralda, ha risposto così a una domanda sull’Alitalia: “Ho sentito che accelerano nei colloqui con Air France, che – credo – diventerà l’azionista di riferimento….”. Detto dal principe ismaelita, fondatore e tuttora azionista di riferimento di Meridiana, si tratta evidentemente di qualcosa di più di un semplice gossip.
A confermare le parole dell’ Aga Khan c’è poi un fatto che ha tutta l’aria di rappresentare l’ultima tappa verso il passaggio di Cai sotto bandiera francese: il trasferimento ad Air France di quattro slot Alitalia a Linate.
Annunciata in pieno agosto l’aggiunta di qualche permesso ad Air France-Klm nel city airport milanese potrebbe sembrare una piccola cosa. Non è così. Perché da ottobre i quattro slot “regalati” da Alitalia consentiranno alla compagnia aerea francese di abbandonare Malpensa e concentrare tutti i voli Milano-Parigi su Linate. Un totale di undici partenze giornaliere, un vero e proprio servizio-navetta che farà di Parigi nel nuovo hub (scalo di scambio) per voli intercontinentali dal Nord Italia. A scapito di Fiumicino che risulterebbe più scomodo per gran parte dei clienti provenienti da Firenze in su.
Vale la pena di ricordare che i diritti di decollo girati ai francesi facevano parte del tesoretto di slot inutilizzati che garantivano a Cai il monopolio su Linate e che negli uffici della Sea giacciono migliaia di richieste per utilizzarli presentate da varie compagnie e sempre respinte. Che, grazie al trasferimento dei quattro slot del Forlanini ad Air France, con il prossimo orario invernale le rotte intercontinentali in partenza da Fiumicino diventeranno inferiori a quelle servite da Parigi.
Ora, siccome nessuno può pensare a un’operazione suicida da parte di Sabelli, Colannino e soci è evidente che la decisione nasconde un disegno. E il solo disegno possibile sembra quello di dare un colpo d’acceleratore alla fusione con Air France proprio per spingere Parigi a superare le preoccupazioni determinate dai conti in rosso e dalla tempesta finanziaria europea.
Insomma, l’ex compagnia italiana di bandiera si prepara a saltare definitivamente il fosso trasformandosi rapidamente in una controllata francese destinata al solo trasporto nazionale. In questo quadro, diventa del tutto logico che, per i loro voli intercontinentali, i viaggiatori Alitalia debbano fare scalo a Parigi.

 

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