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Quarantanovesima Puntata

 

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PATRIOTI CON LE ALI:
CRONACA D’UN DISASTRO ANNUNCIATO

Quarantanovesima Puntata

PASSATO IL PROTETTORE BERLUSCONI, ALITALIA SI AFFIDA ALL'AMICO PASSERA PER UN NUOVO SALVATAGGIO

Sabato 6 ottobre: Rocco Sabelli dice di essere “ottimista” sul pareggio operativo del bilancio 2011. Giovedì 17 novembre: l’amministratore delegato Alitalia annuncia che la compagnia si avvia a chiudere l’anno in rosso, compreso il risultato “operativo” calcolato prima di aggiungere oneri finanziari e imposte. Evviva! Sarebbe la terza perdita di bilancio in tre anni di gestione Cai.
Per spiegare la repentina scomparsa del pareggio operativo 2011, Sabelli tira fuori dal suo cappello di prestigiatore il coniglio d’un quarto trimestre “pesante e difficile”, con calo di passeggeri e un’autentica “caduta” del traffico business determinata dalla “brusca frenata” dell’industria italiana.
Ma, come ha rivelato Gianni Dragoni sul Sole 24 Ore del 18 novembre, dopo aver consultato “documenti aziendali” ovviamente riservati, le previsioni fatte “prima della crisi del quarto trimestre”, indicavano già una “perdita netta di oltre cento milioni di euro e una perdita operativa di 29”. Quindi, giovedì 6 ottobre, Sabelli sapeva perfettamente che l’obiettivo del pareggio operativo 2011 era ormai irrealizzabile. Allora, perché sostenere pubblicamente il contrario?
La soluzione del giallo va cercata dietro le quinte della politica, quella politica che è poi il vero peccato originale della “cordata patriottica” imposta da Berlusconi dopo la vittoria elettorale del 2008. Vediamo: i 37 giorni che separano le due opposte dichiarazioni di Sabelli sul pareggio operativo 2011 sono anche i giorni che sconvolgono la politica nazionale. Il 6 ottobre Berlusconi è ancora capo del governo “amico” dei “patrioti”. Il 17 novembre Berlusconi è stato costretto a lasciare Palazzo Chigi da cinque giorni per far posto a un nuovo premier, Mario Monti, che entro poche ore (18 novembre) incasserà la fiducia del Parlamento e sarà nella pienezza dei suoi poteri.
Uscito di scena il Cavaliere, il grande protettore politico della “compagnia di bandierina” diventa un finto “tecnico” come Corrado Passera. Il nuovo superministro (Economia, trasporti e altro), è l’uomo che da banchiere mise assieme la cordata Alitalia e la finanziò dopo aver imposto il salvataggio parallelo di Carlo Toto e della sua AirOne. Adesso dovrà nuovamente occuparsi di Alitalia che vede allontanarsi i tempi della fusione con Air France e ha i conti alla gola.
Se il quadro è questo, le mosse di Sabelli trovano una spiegazione: lanciare un Sos, poco dopo una manifestazione d’ottimismo e a 24 ore dal giuramento del nuovo governo dovrebbe servire a preparare il terreno per un nuovo salvataggio “politico”. Il piano passerebbe attraverso quell’alleanza con le Ferrovie dello Stato che l’amministratore delegato di Alitalia ha lanciato lunedì 28 novembre dalle pagine amiche di Affari & Finanza. L’alleanza dovrebbe portare a un “sistema intermodale a biglietto unico con l’alta velocità ferroviaria” e – naturalmente – a un nuovo finanziamento pubblico.
Intanto, per tappare i buchi di bilancio, la compagnia dei “patrioti” si appresta a fare cassa vendendo alcuni slot (le finestre di decollo e atterraggio) negli aeroporti londinesi. Sarebbe un mettere mano ai gioielli di famiglia. Come fece la vecchia Alitalia pubblica alla fine dei suoi giorni e alla vigilia del fallimento, quando incassò 90 milioni di dollari dalla vendita di sei slot. Proprio nell’aeroporto londinese di Heathrow.

 

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