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CinquantesimaPuntata

 

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PATRIOTI CON LE ALI:
CRONACA D’UN DISASTRO ANNUNCIATO

Cinquantesima Puntata

ALITALIA NON PAGA, MA BABBO NATALE PASSERA EVITA IL CAOS BAGAGLI

Annunciato per dieci mesi dai vertici Alitalia come l’anno del pareggio operativo, il 2011 si chiude con un altro bilancio in rosso, le casse quasi a secco e un affanno che la compagnia dei “patrioti” non riesce più a nascondere. A Natale, solo l’intervento del ministro-azionista Passera ha evitato un altro disastro bagagli a Fiumicino. Adr, la società che gestisce lo scalo,visto che Cai non saldava un debito di oltre tre milioni di euro, aveva deciso di bloccare il sistema di smistamento automatico dei bagagli. È finita con una tregua di fine anno, ma i debiti verso gli aeroporti di Roma rappresentano una spia della situazione. Alitalia – si sa – paga con il contagocce e ha accumulato grosse pendenze sia verso i fornitori che verso il sistema previdenziale.
A questo punto, senza quella ricapitalizzazione che gli azionisti “patrioti” hanno sempre escluso, il 2012 si presenta come un anno da paura. La compagnia non sembra in grado di resistere altri dodici mesi in attesa della scadenza del vincolo di lock up (il divieto di vendita delle azioni) . Dodici mesi sono anche quelli che ha chiesto Spinetta per risolvere i problemi economici di Air France e rendere digeribile per i suoi azionisti l’assorbimento di Alitalia. Ma i “patrioti” hanno fretta e così a metà dicembre Colaninno ha preso un aereo con destinazione Parigi per un faccia a faccia con i francesi. La notizia è stata pubblicata dal  “Messaggero”, quotidiano di solito ben informato sulle vicende dei patrioti Cai. Smentita da Alitalia, non è stata però smentita da Air France. Quindi il faccia a faccia deve esserci stato.
Ma, visto che la “compagnia di bandierina” non ce la fa più a volare da sola, adesso c’è anche un’apertura alla Delta Airlines. L'ingresso del socio Usa sarebbe stato al centro di un incontro riservato tenutosi tra gli azionisti Cai e il superministro Passera. A questo punto, prende corpo l’ipotesi di una concentrazione a livello di Sky-Team, l’alleanza di cui oltre ad Alitalia fanno parte sia Air France che Delta.

 

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